La notte ha sfumature invisibili, come le mie dita che ti accarezzano la coscia nel buio della stanza e tu che ti tieni salda al mio corpo; ridi con un piccolissimo spasmo proprio mentre ti tocco sotto il ginocchio e, anche se lo so, aspetto che sia tu a dirmi “mi fai il solletico”. Finché non me lo dici io continuo, perché sentirti ridere così è la fine del mondo.